Gemma di Livorno mi scrive:
Gentile sig. Giancarlo “sento” spesso quello che poi puntualmente accade.
Come potrei togliermi questo peso, perché mi fa vivere male.
Mai un “avviso” positivo, ma sempre angosciante e sistematicamente con conclusioni tristi.
Grazie.
Cara Gemma, la quasi totalità di queste premonizioni e/o precognizioni, sono sempre drammatiche, però, qualche rara volta possono essere anche salvifiche.
Non è possibile espellere dalla propria esistenza, questo particolare tipo di sensitività; bisogna trovare una sorta di convivenza, che concili l’esistente con l’inconoscibile.
Esistono casi dove, seppur con diverse sfaccettature, è bene che questo “dono” (io lo definisco così) esista.
Vuoi qualche esempio?
Una placida massaia di Salerno, improvvisamente interrompe le sue faccende domestiche, chiama un taxi e chiede di percorrere la strada per Teggiano.
Ad un certo punto vede il figlio riverso ed esanime in una cunetta, con accanto la motocicletta, causa della sciagura.
Nessuno aveva avvertito questa donna…
Raccontò in seguito che udì la voce del figlio (morto!) che chiedeva aiuto e indicava il luogo dell’incidente.
Era la vigilia di Natale e i giornali si occuparono largamente della cosa.
Altro episodio del quale esiste un’accurata relazione, è quello accorso ad un operaio di Boston.
Sta lavorando; all’improvviso si ferma di punto in bianco.
Balbetta ai compagni che deve allontanarsi…
Dove?
Non lo sa neppure lui…
Cammina come un sonnambulo, da un quartiere all’altro, guidato da un qualche cosa d’inspiegabile…
Ad un certo punto scorge l’imboccatura di un cunicolo; vi si infila…
Trova il corpo del suo superiore, travolto, e metà sepolto da una frana.
È pure un carissimo amico, e con questo ritrovamento gli salva la vita.
E Napoleone?
Quando era sull’Isola D'Elba, scoppiò a piangere, senza alcuna motivazione plausibile.
Erano le ore 11 del 13 Marzo 1814 e in quel momento nella lontanissima Malmaison, moriva Giuseppina Beauharnais.
Testimone è il maresciallo Bertrand, che in quel momento era con lui.
Nel caso ti dovessero interessare altri aneddoti, scrivi ancora e vedrò di raccontarli, ma non crucciarti per il tuo “dono”, convivine.
Un caloroso abbraccio.
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MARIANGELA DI VAREDO
Mariangela di Varedo, dopo la mia risposta di qualche settimana fa, mi chiede se ho altri episodi riguardo ai sogni poiché n’è rimasta affascinata.
Ne ho, cara Mariangela, a bizzeffe…
Vediamo di accontentarti: l’insulina, la sua importanza per i diabetici…; guai se non esistesse!
Ebbene, Banting conobbe in sogno i procedimenti da seguire per isolare in laboratorio l’insulina.
Il Premio Nobel per la fisiologia Otto Loewi, per due notti ebbe il medesimo sogno, ove gli era suggerito il complesso d’operazioni occorrenti per mettere a punto un farmaco efficientissimo. Destatosi, aveva preso appunti che però risultarono indecifrabili.
La notte successiva, stesso sogno… allora si desta e corre subito in laboratorio a tradurre immediatamente in pratica ciò che ricordava….
Questa volta i risultati furono perfetti.
Il dott. Jekyll, personaggio creato da Stevenson…; è frutto di una serie di sogni….
Hans Christian Andersen, sognò le vicende narrate nella favola “Gli abiti dell’Imperatore”….
Riccardo Wagner, sognò di essere travolto dall’impetuosa corrente di un fiume…; quello scroscio delle acque era un canto… sfociato nel preludio "Oro del Reno”.
La medium Elisabetta d'Esperance, aveva 13 anni, doveva svolgere un tema difficilissimo.
Non trovava nessuno spunto, mentre le sue compagne avevano terminato l’impegno.
Era la vigilia della consegna, prova a scribacchiare qualche cosa, ma inutilmente.
Va a letto e il mattino seguente trova una sorpresa gradevolissima; lo svolgimento è lì bello pronto, con la sua scrittura, talmente perfetta come oratoria classica, che gli insegnanti ne rifiutano la genuinità, poiché estranea alla cultura d’Elisabetta!
Jung, il grande psichiatra, racconta di un perito commerciale che inutilmente aveva tentato di vedere chiaro in una bancarotta fraudolenta; una volta si coricò dopo aver lavorato su questo caso, ancora senza successo fino a mezzanotte.
Alle tre del mattino, la moglie si accorge che si alza dal letto…, lo segue….; lui si siede al suo scrittoio e per una quindicina di minuti prende appunti.
La moglie fa finta di nulla e lo precede a letto. Al mattino chiede spiegazioni, ma lui non si rammenta assolutamente di nulla. Legge gli appunti e l’intricato caso è risolto!
Analogo episodio è narrato da Myers: un contabile che si alzò pure lui nottetempo, al buio più completo, trascrivendo su di un foglio dei dati.
Al mattino, incredulo legge quanto scritto, e si rende conto della causa: era un errore di registrazione, compiuto mesi prima, alla quale aveva rinunziato a ricercare a suo tempo, perché ritenuto impossibile. Penso che per ora possa bastare.
Una riflessione: il sogno qualche volta può aiutarci nel risolvere le difficoltà, piccole o enormi, che nel corso della nostra vita diurna dobbiamo affrontare.
Sia che ispiri scoperte straordinarie, ci faccia ritrovare oggetti smarriti, che elabori situazioni confuse o episodi dimenticati, che porti a scoprire in noi una capacità intellettiva della quale non siamo a conoscenza, o infine che ci vengano in soccorso nel sonno, amici o parenti defunti, spiriti vari, entità ultraterrene, non esistono spiegazioni certe.
Se ci fossero e le conoscessi con certezza, sarei un mostro!
Ho solo delle opinioni, e in ogni modo sempre pronto a rivederle.
Spero che con questa risposta alla tua seconda lettera, sii soddisfatta.
In caso contrario sappi che non mi tedierai mai e sarò sempre a tua disposizione.
Ciao
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TRE AMICHE (ANDREA)
Gentile signor Giancarlo, siamo tre amiche, tutte sposate.
Un giorno la zia di una di queste ci ha assicurato che facendo il “piattino” si poteva parlare con i defunti. Io ho perso il padre quando ancora ero piccina e la possibilità di comunicare con lui, ha incentivato questa curiosità, fino a che un giorno abbiamo provato.
Con un tabellone con lettere e numeri disposti a cerchio, appoggiando il dito indice sul piattino da caffè, ci siamo accorte che si muoveva da solo, formando parole e quindi frasi complete.
Un giorno si è manifestato mio padre, immagini l’emozione.
Diceva delle cose dolci e altre che purtroppo erano non vere.
Un giorno si è manifestato Gesù e questo ci sconcertò. Disse di amare sempre il prossimo, di assistere chi aveva bisogno e fare la carità. Ci confidammo con una vicina di casa. Disse di essere una testimone di Geova e che era Satana ingannatore che pilotava il “piattino”.
Era scritto nella Bibbia!
Ora viviamo nel terrore che Satana ci ha conosciute e ci rimanga accanto.
Ci puoi tranquillizzare? Il tuo indirizzo lo abbiamo avuto da un vecchio ascoltatore della Radio.
Cara Andrea, permettimi prima di iniziare la risposta, nell’affermare che Satana non ha nulla a che fare con quanto è successo. E’ questa una premessa importantissima! Perdona se in questa mia risposta evito le motivazioni; ci porterebbero ad una lunga discussione religiosa faziosa.
Una possibile spiegazione assai cara ai parapsicologi, agli psichiatri e ad altri strizzacervelli, indicherebbe nel nostro inconscio il manovratore della muscolatura delle dita, indipendentemente dalla propria volontà (sarebbe allora da spiegare come mai in alcuni casi, i partecipanti anche se alternativamente staccano il dito dal piattino, la comunicazione continua ad essere coerente).
Altra ipotesi, sbandierata dal CICAP (e scettici ad oltranza), è quella che, nel caso del piattino, o bicchierino, o moneta, o bottone, si muova da solo pur togliendo il dito (ho assistito a fenomeni di questo genere), vi siano fili, magneti (?), marchingegni vari, per permettere in ogni caso questo movimento; non si spiega però com’è possibile che tutte le persone attorno non si accorgano (e poi necessiterebbero almeno tre fili, per manovrare l’oggetto per un movimento soddisfacente, quindi un minimo tre persone d'accordo…
Ma è mai possibile pensare che gli altri partecipanti siano così stupidini da non accorgersene?
E quando sono solo in due o tre i partecipanti?
Immagina poi quanta maestria sarebbe necessaria per pilotare l’oggetto.
Tu potresti obbiettare che nessuno oserebbe ipotizzare un trucco simile…; non molto tempo fa, da Costanzo c’era una persona con una cultura invidiabile, che spiegava in questo modo il tutto!
L’ipotesi logica nel contesto del fenomeno (evito le altre perché non ho spazio per contestarle ritenendole paradossali) è rimasta è quella “spiritica”.
Sempre com’esperienza personale, posso garantirti che ho assistito a vere e proprie “comunicazioni” dei defunti, verificate in seguito perché hanno “detto” cose che nessuno dei presenti poteva conoscere, sia nel consultare registri, visitato luoghi, interpellate persone, pure domiciliate in altre regioni italiane e paesi esteri.
Per essere leale, devo aggiungere che ho assistito anche a tipi di “comunicazioni” dove l’inconscio era il fautore delle frasi composte e purtroppo anche presso individui che volevano fare i furbetti…, forse per proporsi come persona “speciale”, o per fare credere cose o fatti che erano solo di loro interesse personale, ma questo non inficia la realtà del fenomeno.
Ciao e spero di averti tranquillizzata (e il diavolo… mandalo al diavolo).
Un bacio a tutte e tre
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LELLA DI CARONNO PERTUSELLA - Esiste proprio la “Magia Nera”?
Lella scrive:
Esiste proprio la “Magia Nera”?
È possibile “Fatturare?”.
Come credere che sia possibile influire sulla psiche, sulla salute di una persona con questa possibilità "Magico-Occulta"?
Lella cara, ho dovuto necessariamente sintetizzare la tua lunga lettera.
Avendo da oltre 30 anni un rapporto radiofonico ed epistolare con gli ascoltatori di Radio Mach Five, ho avuto l’opportunità di ampliare le esperienze paranormali e di vita, con realtà sconcertanti, dove difficilmente trovare alternative per spiegare o confutare i fatti, è impresa ciclopica a livello razionale.
In alcune abitazioni e proprietà, ho trovato oggetti, più precisamente “simulacri”, strani o a dir poco raccapriccianti, (e non è detto che in futuro farò un piccolo museo).
Per gli scettici, per i “non addetti ai lavori” e per in negatori ad oltranza di questa realtà, non è semplice ricercare spiegazioni alternative alla Magia Nera.
È corretto però ricordare che ogni dubbio o ipotesi in proposito è da rispettare.
Con questa premessa, ti vorrei raccontare un episodio di mia conoscenza diretta.
Un giorno una signora scopre che il marito da qualche tempo ha un’amante.
Lo supplica di lasciare l’altra, con la promessa di dimenticare tutto quanto vi era stato fino a quel momento.
Il marito rifiuta, adducendo che, pur volendole bene, si era affezionato a quest’altra donna e non poteva proprio abbandonarla.
La moglie irritata, lo minaccia di fargli una “Fattura a Morte”, se entro una settimana non receda dalla sua ostinazione.
Lui in tono di sfida, molto ironicamente risponde:
“Fai come meglio credi”.
Arrabbiatissima, chiede allora al marito se avrebbe avuto il coraggio di darle tre dei suoi capelli e una traccia del suo sangue, avvertendolo che preleverà pure un lembo di stoffa di un suo indumento intimo, indossato per almeno 24 ore, per completare le “testimonianze” necessarie.
Sempre sorridendo ironicamente, il marito acconsente alle richieste, chiedendo però di avere un poco di pazienza che i capelli cadessero spontaneamente (avendo una calvizie incipiente) e trovare il coraggio di pungersi il polpastrello per procurarle la traccia di sangue.
Passarono alcuni giorni e consegnò alla moglie i tre capelli e la “testimonianza” ematica (la traccia di sangue).
Immediatamente la signora estrasse da un cassetto un pupazzo di cera, innestò i capelli, appiccicò il lembo di stoffa (estratto da un piccolo scrigno) sulle parti genitali del pupazzetto, infilò uno spillone nel batuffolo di cotone con le tracce di sangue, e sempre con lo stesso, lo trafisse da parte a parte all’altezza del cuore, pronunciando parole strane…
Il marito, sempre sorridendo, al termine di questo procedimento la salutò e se n’andò scrollando la testa.
Questa signora, la mattina successiva, si sentì male, fu ricoverata con urgenza all’ospedale e dopo poche ore morì, fulminata da un attacco cardiaco.I medici non potettero fare nulla per lei.
Ora, cara Lella, mi chiederai come sia potuto accadere.
Cercherò di spiegarti:
Il marito a queste “pratiche occulte” non credeva affatto… ma la prudenza non era mai troppa.
Che cosa fece (consigliato?):
I capelli consegnati non erano i suoi, ma proprio quelli della moglie, prelevati dal suo pettine e opportunamente accorciati alla lunghezza dei suoi (caso fortuito, il colore era simile).
Attese poi che la moglie avesse il suo ciclo mensile e ne recuperò una traccia con un batuffolo di cotone.
Prestando poi attenzione via via, al cambio dei propri indumenti intimi, scoprì quello che la moglie aveva utilizzato per il taglio del “lembo”.
Cercò tra gli indumenti intimi della moglie, uno che aveva pure lei indossato per almeno 24 ore, di una stoffa simile come struttura e colore e ne tagliò un lembo, come quello trovato nel piccolo scrigno segreto (?) ove la moglie celava le proprie gioie e lo sostituì.
A questo punto, tutte le “testimonianze” appartenevano alla moglie… e la conclusione è stata quella che ti ho descritto.
Si può considerare un caso fortuito?
Probabile, anzi provabilissimo…
Convengo che nessuno potrà mai accettare a livello scientifico, lo svolgimento e la conclusione dell’avvenimento.
Il dato di fatto è che ora c’è un uomo che si sta struggendo dal rimorso (convinto che la minaccia nei suoi confronti fosse solo una buffonata) e una donna che, volendo manipolare “forze” superiori alla sua capacità e perizia, giace a due metri sotto terra.
Questo è quanto!
Trai tu le conclusioni…
Ciao.
P.S.: se a qualcuno venisse in mente di fare la stessa cosa, seguendo quanto scritto sopra, sappia che non sortirà a nulla.
Al momento di trafiggere il pupazzo è necessario conoscere le parole precise da pronunciare…
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MARIANGELA DI VAREDO - interpretazione del mio sogno
Mariangela di Varedo mi scrive:
Signor Giancarlo, la ringrazio per l’interpretazione del mio sogno.
Com’è possibile essere così precisi?
Vorrei tanto imparare pure io.
Ci sono scuole o libri per questo?
Grazie.
Mariangela cara, perdona se ho riassunto la tua lunghissima lettera; devi sapere che non è tutto oro ciò che luccica.
Un sogno può essere: premonitore, consigliatore, elaboratore del vissuto della giornata appena conclusa, risultato di una cattiva digestione, problemi esistenziali angoscianti e tante altre motivazioni scatenanti….
Come si può quindi interpretare un sogno? Ci si prova… e basta.
E’ però necessario conoscere non poco cosa ne pensavano Freud, Jung e altri grandi ricercatori su questa tematica.
Poi conoscere le tradizioni popolari…
Quindi i simbolismi… che aiutano non poco.
Da non dimenticare poi i sogni curiosi, fine a se stessi.
La storia è piena d'aneddoti.
Voglio renderti edotta di alcuni:
Giovanni Pascoli e la sorella Mariù, nella stessa notte fecero entrambi un identico sogno: tenere nella mano sinistra un uccellino e nella destra un insetto ripugnante.
Dalle cronache giornalistiche del 1961: Luigi, uno studente d’Asula (Mantova) di diciotto anni, si desta alle cinque del mattino perché sente voci deboli imploranti che chiedono aiuto.
Si sforza ad alzarsi dal letto, perché ancora permeato dalla dolcezza del sonno mattutino.
Lo fa, gira per la casa per verificare se c’è un alcunché d’anormale, Nulla! Solo un poco d’ansia.
Invece di tornare nel suo caldo letto, va nella stanza attigua e si corica sul divano, cosa mai fatta prima in vita sua.
Pochi secondi e si ode uno schianto; il soffitto della sua stanzetta, ove aveva dormito pochissimi minuti prima, era crollato, seppellendola completamente… (avviso tutelare?).
Se fosse ritornato nel suo letto, sarebbe stata morte certa.
E gli introvabili manoscritti degli ultimi tredici cantici della Divina Commedia? Cercati per anni dopo la morte del poeta?
Il figlio Jacopo in sogno vede il padre, che rivela dove sono, in un posto impossibile da immaginare!
Quasi analogo il caso accaduto al prof. Hermann V. Hilprecht, dell’Università di Pennsylvania.
Nel corso di un sogno spettacolare e movimentato, apprese l’esatta interpretazione circa l’origine di due frammenti d'agata trovate nella rovine dell’antica Nippur, capitale del regno di Babilonia. Come?
Si presentò un sacerdote dell’antica Nippur che lo condusse nella stanza del tesoro del tempio, raccontandogli la lunga e complicata storia dei due frammenti d’agata.
L’americano Elias Howe, ebbe un incubo: fuggendo da selvaggi feroci, inciampa in un chiodo.
Lui sente di dover rimuovere questo chiodo, ma inutilmente.
Allora gli viene un’altra idea, lo fora all’estremità, infila nel foro uno spago e lo tira su.
Quando si sveglia si chiede:
“E i selvaggi dove sono finiti?
E perché di quell’operazione sul chiodo?”.
Se non lo sapete, da quel sogno, inventò, nel 1845 la macchina da cucire…
Potrei proseguire per molto ancora cara Mariangela, ma vorrei terminare la risposta con un mio episodio personale.
Molti anni fa, il titolare dell’azienda in cui prestavo opera, acquisì sconsideratamente l’ordine per uno stampo formante un manufatto particolarissimo.
Era impossibile teoricamente progettarlo e quindi produrlo… ma ormai la frittata l’aveva fatta.
In ditta passavo le giornate osservandolo, senza riuscire a mettere sul tecnigrafo una sola riga…
Ero disperato!
Portai a casa il tutto.
Non avendolo sott’occhio, potevo avere la mente libera e progettare altro in ditta.
Una notte, ma non ricordo assolutamente come avvenne, mi alzai e cominciai a progettare.
Al mattino trovai completato sul tecnigrafo, lo “schema di principio”.
Onestamente, in perfetta coscienza, non lo riconobbi come opera mia.
Devi sapere, che fui unico al mondo ad aver risolto quel problema.
Quello “schema di principio” fu esposto alla Fiera di Düsseldorf, attirando tecnici da tutte le parti del mondo.
Mi ricordo con orgoglio le fotografie che furono scattate su questo “progetto di base”.
Io non ci guadagnai una sola lira, ma la soddisfazione fu immensa.
Dopo tre anni, nella stessa fiera, trovai che questa mia risoluzione era stata scopiazzata da giapponesi, tedeschi, americani, francesi, inglesi e molti altri.
Forse, se la mia mente fosse stata opportunista, l’avrei brevettato… ma ho un rapporto con i soldi e in ciò che può fare guadagnare… non da imprenditore, anzi!
… ma sono contento così!
Rimane però l’interrogativo: fu la mia mente, o…
Ciao
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ALDO DI SOLARO - Io amo gli animali e ho letto...
Aldo di Solaro mi scrive:
Io amo gli animali e ho letto il libro che hai consigliato:
“Anche gli animali hanno un’anima” di Ernesto Bozzano.
Sono contro la vivisezione, non mangio carne.
Sono convinto che oltre l’anima hanno pure l’intelligenza, non paragonabile a quell’umana, ma secondo la specie, da provare ad interpretare con umiltà e pazienza!
Sentii tempo fa che tenesti per quasi 18 anni un cane.
Cosa mi potresti dire?
Risposta
Caro Aldo, rispondo iniziando dal mio adorato “Getto”, cane che mi ha dato tantissimo a livello d’affetto e dedizione!
Potrei scrivere un libro al riguardo, colmo d’aneddoti stupendi del suo comportamento.si era “umanizzato”, capiva gli sguardi e spesso telepaticamente percepiva ogni mia intenzione.
Per non dilungarmi troppo su di lui, devi sapere che nella storia del paranormale vi sono stati cani che movendo dadi con le lettere dell’alfabeto impresse sulle facciate, rispondevano a domande ben precise, altri che sceglievano dei cartoncini, sempre raffiguranti lettere alfabetiche, rispondendo pure essi a domande loro rivolte, altri ancora che facevano calcoli matematici.
Tutte queste creature sono state spesso calunniate (se si può chiamare calunnia rivolta ad un animale), perché si pensava rispondessero a sollecitazioni del padrone, e non frutto della loro inspiegabile intelligenza, la cosa però falsa e vergognosa, è quella di un giornale, più precisamente di un “redattore scientifico” di una nota rivista italiana… ebbe il coraggio di scrivere che “come tutti sanno (?) ”, i FAMOSI CAVALLI “rispondevano unicamente guidati dai segnali del loro padrone”.
NESSUNO, dico NESSUNO, non ha mai trovato, studiandoli e sperimentandoli, un qualche cosa del genere, Veniamo più precisamente ai fatti:
Si era venuto a conoscenza che in Germania, ad Elberfeld, esistevano dei “cavalli pensanti”. Numerosi scienziati “ufficiali” di vari paesi, (alcuni di loro di gran fama) studiarono accuratamente la cosa, TUTTI, ripeto TUTTI, senza eccezione, dichiararono per iscritto, dopo prove assolute, che le “risposte” fornite da quei cavalli, avvenivano in ASSENZA DI SEGNALI di qualsiasi genere da parte del padrone o degli astanti, perfino ignari uno dall’altro di cosa avrebbero chiesto a questi equini.
Quindi come abbia potuto scrivere tale scemenza il “redattore scientifico”, è ancora un mistero!
Per concludere caro Aldo, quando nel paranormale si presume (senza prove) che ci possa essere inganno, si grida ai quattro venti.
Ma quando non esiste alcuna prova di frode, anzi, si evidenzia la certezza che il fenomeno esiste…il ricercatore (fazioso) diventa menzognero, dovrebbero provare vergogna questi individui, esenti da ogni lealtà intellettuale.
Ciao e… rimani quello che sei e con le idee che hai.
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